Gaia

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GAIA // libero professionista // Milano

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Field Operations Expo2015

Vengo dal mondo aziendale, fino al 2009 mi sono sempre occupata di vendite e marketing in ambito tecnologico. Poi nel 2009 ho lasciato quel mondo per diventare mamma, ed è nata Alice. Ho aperto una piccola attività per la gestione di eventi in ambito enogastronomico. Il mio interesse per Expo era pertanto abbastanza specifico, volevo vivere Expo dall’interno. Dopo le selezioni mi sono trovata a lavorare nel Field Operations ed è stato molto divertente perché era un lavoro dinamico rispetto a quanto fatto fino a quel momento. È stata un’esperienza importante dal punto di vista più che altro logistico, eravamo presenti per tutto l’arco di durata dell’evento. Dovevamo essere in Expo il primo turno dalle sette del mattino e il secondo fino a mezzanotte. Alice ha cinque anni e viviamo da sole io e lei: quindi ricevevo i miei turni da Expo, li mettevo su una tabella Excel e costruivo i turni per le due tate, i miei due angeli. Tutto è andato bene, Alice è diventata la prima promoter di Expo, la sua mamma lavorava in Expo, lei vedeva il logo e il nome lo sentiva più volte in tv e sui giornali ed era la cosa più importante per lei, diceva: mia mamma è al centro del mondo! L’ho portata più volte a visitare Expo ed è stato buffo perché la mia esperienza di FOP era completamente stravolta dalla sua, ha apprezzato delle aree che io non avevo mai preso in considerazione. Poi, con il passare del tempo, non sapendo mai chi l’avrebbe portata all’asilo alla mattina o chi l’avrebbe messa a letto la sera ha iniziato ad aspettare con insistenza la fine. L’Expo è un’esperienza importante perché non impatta solo sul singolo ma a cascata su tutto l’ambito sociale, familiari, amici, che si devono adeguare a una situazione unica, sostenibile perché temporanea.

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